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Fata Metropolitana


giovedì, 15 maggio 2008≈18:50 2 commenti

Categoria/e: StarDust

Elastica, è entrata nella metro ovattata dall'ora di punta. I suoi morbidi capelli biondi hanno un alone innaturale sotto le luci al neon. Impossibile non notarla. I giornali gratuiti, l'ennesima violenza, i soliti discorsi ripetuti, macinati, inculcati, mi anneriscono  i polpastrelli e la giornata appena iniziata. Lei non li vede e non vede neanche me, lo sguardo fisso in avanti, oltre. Sta ripetendo la lezione, ha in mano i fogli, ma non li guarda; li vede con gli occhi della mente.

Io invece bevo tutto, dettaglio per dettaglio: i calzini bianchi alla caviglia che sporgono appena dalle scarpe da ginnastica, la gonna lunga, la magliettina bianca, lo zaino di una nota marca, gli occhi segnati dal sonno, la matita azzurra a sottolinearne il colore. In un battito di ciglia è scesa. In un battito di ciglia avrà il doppio dei suoi anni, cioè la mia età. Che questo paese almeno allora riconosca chi si impegna seriamente, e coltiva un giardino profumato di sogni.

free music

Scritto da: NatalieJane

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Vietato Acoltare Questo Pezzo


martedì, 06 maggio 2008≈00:20 5 commenti

Categoria/e: StarDust

...se non dopo che la prima stella sia sorta. Melody Gardot è un'artista dalla storia triste e singolare che ha appena pubblicato il suo primo album, Worrisome Heart. Si tratta di undici pezzi scritti per la notte, quando non si ha voglia di dormire o di fare niente di particolare (così ha dichiarato la cantante stessa in un'intervista). In effetti in certi momenti, specie se si è agitati e non si riesce a prendere sonno, guardare la puntina del giradischi seguire i solchi di un disco così bello, buttati in pigiama sul divano alla calda luce di un'abat jour, mentre fuori l'aria è satura di umidità e di bagliori, il jazz può essere perfetto. Goodnite.

Scritto da: NatalieJane

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Cinque Cose


venerdì, 02 maggio 2008≈17:21 5 commenti

Categoria/e: Pensieri e Spirali

Dunque, eccoci finalmente. Ho promesso parecchio tempo fa che avrei fatto la lista delle cinque cose che avrei voluto fare; distratta dalla campagna elettorale e distrutta dai risultati, ho rimandato e rimandato. Ma eccoci alla resa dei conti. Dubito che interessi a qualcuno, e non nomino nessuno (ritenetevi nominati se volete); comunque una promessa è una promessa per cui...

Che cosa avrei voluto fare?

1) Un corso di trucco; non escludo di riuscire a farlo un giorno, ma adesso non ho davvero né il tempo né tantomeno i soldi. Mi ha sempre affascinato giocare con ombretti e matite: per me truccare un viso è enfatizzarne i punti di forza, non modificarlo. Una mia amica mi ha chiesto di farle un trucco personalizzato per la tesi di laurea. Non sapete quanto mi impegnai! Speditevi una vostra foto e vi dirò che trucco vi sta bene.

2) Trasferirmi a Berlino. Chissà, sono ancora in tempo. Certo è che se ci fossi andata veramente anzichè andare in Scozia adesso insegnerei tedesco e non inglese e certo non starei in università, per cui non essermi trasferita nella capitale tedesca è tutt'altro che un rimpianto per me. Rimame la voglia di farlo.

3) Iniziare a scrivere prima. Mi avrebbe fatto un sacco di bene.

4) Non dico tirare un cavalletto in testa, ma almeno dire Vergognati al protagonista del post precedente.

5) Andarmene di casa. Questo è il vero rimpianto che ho. Pazienza, non si può avere tutto. E a questa cosa prima o poi ci sarà rimedio.

Scritto da: NatalieJane

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Ho Visto Cose Che Voi Umani


lunedì, 28 aprile 2008≈11:26 6 commenti

Categoria/e: Politicismi

Mi scuso per non aver ancora mantenuto le mie promesse (dev'essere contagioso!). E mi scuso anche per il plasticoso sottofondo musicale, pasticoso ma quanto mai adatto per accompagnarvi nella lettura di questo post.

Come già sapete, uno dei posti di Milano che più mi piacciono si trova a parecchi metri dal suolo: amo infatti starmene semisdraiata al sole sopra il tetto del mio Duomo. Sabato pomeriggio stavo con la testa contro il marmo bianco mentre turisti e milanesi non più grossi di formichine sciamavano in corso Vittorio Emanuele a fare acquisti, vasche e conquiste. La mia amica umbra venuta in visita scattava foto ai palazzi più famosi di Milano visti dall'alto. Ad un certo punto il rumore di un elicottero sovrasta la babele linguistica sopra il tetto della nostra cattedrale. La maggior parte dei turisti dirige l'obiettivo della propria digitale o del proprio telefonino verso l'elicottero, straordinariamente vicino. Pericolosamente vicino, aggiungerei. Da sedute così come eravamo, io e la mia amica avevamo l'impressione che l'elicottero fosse molto basso e molto vicino alle guglie fresche fresche di restauro. Ma che cosa sta facendo 'sto pirla? dico per aggiungere una nota di colore. Non riesco a capire di che elicottero si tratti. E soprattutto perchè voli così pericolosamente basso sopra una piazza del Duomo gremita ai massimi storici e al Duomo straripante di turisti. L'elicottero, come da copione, decide di andare ad ispezionare altri luoghi non appena io e la mia amica arriviamo al piano terra perplessissime. Chi cavolo sarà stato?

Qui ci starebbero bene 90 secondi di pubblicità, come nelle partite. Voi vi secchereste ma il mio portafoglio ne guadagnerebbe!

Dopo un caffè e altre chiacchiere la mia amica mi propone di fare una passeggiata da San Babila a Corso Buenos Aires. E' una delle poche persone che conosca che abbia capito che per capire Milano bisogna percorrerla a piedi, a passi veloci, avidi, per coglierne lo spirito, l'essenza inafferabile ai più.

Anche l'ultrasettantenne che si sta dirigendo nella nostra direzione procede velocissimo. Dietro di lui omaccioni con l'auricolare nelle orecchie, in strada è un carosello di auto blu e della polizia. Mi passa accanto con l'aria tesa, la fronte, per quanto possibile, corrugata. Lo vedo e giro subito la testa, come faccio sempre quanto vedo un personaggio famoso. Ma in quell'attimo, in quel terribile momento in cui la sua spalla imbottita passa a pochi centimetri dalla mia, non schermata dal corpo di un bodyguard o di un poliziotto, faccio in tempo a notare la quantità di cerone paragonabile solo a quella che appiccicai al viso in occasione della discussione della tesi, occasione in cui anche una torta di fondotinta si rivelò inadeguata a coprire il mio livore verdastro da visitor. Non mi sfuggono nemmeno i capelli dall'aria innaturale, l'altezza che pensavo minore (certo, aiutata dall'uso dei tacchi interni). Ma soprattutto mi colpisce il peso. E' grosso. E' grasso. E' un torello.

Mi rendo conto di chi ho appena visto che ormai il corteo delle guardie del corpo è sfilato tutto. E' sorprendente che non ci fosse apparentemente nessuno davanti. Erano tutti dietro. Probabilmente per non impedire ai piccoli di venire a lui. Mah. Dopo aver detto Che schifo come un mantra per cinque minuti buoni, telefono al V., caso eclatante che il cromosoma non fa il monaco. Ottimi geni sprecati su uno che mi confessa di non aver risposto alla prima perchè non aveva voglia. Quando apprende cosa mi è appena capitato, però, ha immediata percezione di quanto questo incontro fortuito cambierà per sempre la mia esistenza, la dividerà in due tronconi, in un prima e in un dopo. Mi domanda infatti allarmato E adesso, cosa fai???

Elementare V. Vado subito in cerca di un cavalletto. Alla prossima Zi.

 

Scritto da: NatalieJane

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Finestre Irlandesi E Scatole Cinesi


venerdì, 18 aprile 2008≈18:35 3 commenti

Categoria/e: Universitaria

Se leggete il mio diario da quando abitavo a Newry sicuramente lo ricorderete, altrimenti cliccando qui avrete una piccola presentazione di Paul, il mio prof della Queen's University of Belfast famoso, oltre che per essere finito in più di un'occasione tra queste pagine, anche per il suo giubbottino da pescatore dal quale non si separava mai e per la sua saltuaria incompetenza. E' strano come un insengnante cos' poco preparato per certi versi sia stato comunque in grado di interessarmi e aprirmi a determinati studi. Forse che a certe latitudini i docenti non valgono oggettivamente quanto i nostri (davvero ce ne sono alcuni che rasentano l'onniscienza) ma sono decisamente più pronti ad abbracciare approcci e direzioni nuove, mentre gli italiani....campa cavallo!

Oggi è venuto a parlare alla mia università il capo di Paul, tale David. Mentre lo ascoltavo parlare, mille finestrelle mi si aprivano nella mente. Innanzitutto erano due anni che non sentivo parlare con accento nordirlandese, e gli accenti delle varietà dell'inglese sono per me delle piccole madeleine, dei feticci attraverso i quali posso viaggiare nel tempo e nello spazio. Via via mi sfilavano davanti facce e posti, Belfast in primis, città che ho amato moltissimo come tutte le città che hanno una storia tragica alle proprie spalle.

Un'altra finestrella che mi si è aperta ascoltando questo panciuto anglista riguardava l'età media dei docenti italiani a confronto con quelli stranieri. David è a capo del dipartimento di Anglistica della Queen's University e avrà sì e no cinquant'anni. Da noi per occupare una posizione simile devi avere perlomeno dieci anni di più (a star bassi).

Come se fossi stata in un gioco di scatole cinesi, ad un certo punto mi sono resa conto del fatto che David stava spiegando come certi testi siano talmente potenti da spingerci ad aprire delle finestre che guardano dentro e fuori di essi. In effetti, a me è capitato più volte e non solo con testi letterari di procedere molto a rilento con la lettura per la moltitudine di stimoli che il testo riusciva a trasmettermi, mettendo in moto nuovi pensieri o collegamenti con altri testi o con altri pensieri (riuscite a districarvi tra tutti questi testi e pensieri??) Il blog un pochino rappresenta questa varietà di stimoli, collegamenti e finestre, non vi pare? Sono collegamenti, link, già determinati e dai quali non si può uscire, ciò non toglie che la scelta sia comunque vasta.

Fosse possibile, vi metterei stimoli di ogni genere, sapete che vorrei che il mio blog fosse multiestetico e multilivello, ma ancora la tecnologia e la mia scarsa conoscenza della suddetta non me lo consentono.

PS. Ho promesso che scriverò sei cose che mi piacciono e lo farò quanto prima. E' solo che dopo queste elezioni c'è così tanto che mi piace di questo paese che è davvero un'impresa scegliere! 

Scritto da: NatalieJane

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Paradossi


mercoledì, 09 aprile 2008≈21:43 7 commenti

Categoria/e: Politicismi

 

Non mi piace, non mi piace e ancora non mi piace. Non parlo del pelato qui sopra. Parlo di Veltroni. Poco incisivo, pasticcione, pavido nei confronti degli alleati e della chiesa, sparacazz.. per accaparrarsi i voti quasi quanto il suo avversario. Ma non votarlo equivale ad autoinfliggersi altri anni di questo "signore" qua sopra. Nessuno di noi ha voglia di andare a votare e. così facendo, legittimare un governo che, comunque vadano le cose, non rappresenta nè noi nè i nostri interessi. Ma non andare a votare potrebbe equivalere a legittimare un altro governo Berlusconi. Capisco chi non vuole andare a votare, ma credo che ad un'analisi razionale sia chiaro che andare a votare sia molto, molto necessario.

Scritto da: NatalieJane

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Senza Parole


giovedì, 03 aprile 2008≈14:46 2 commenti

Categoria/e: Politicismi

Bloccata la proiezione di Nazirock
“il manifesto”, 3 aprile 2008


È stata bloccata la proiezione del documentario Nazirock, un viaggio, corretto, nella musica e nella cultura degli estremisti neri, diretto dal regista Claudio Lazzaro, ex giornalista e già autore di Camicie verdi, sull’humus della Lega. Il film doveva essere programmato in alcune città italiane ma è stato fermato da una diffida del fondatore di Forza Nuova, Roberto Fiore. Nazirock, distribuito da Feltrinelli Real Cinema, da venerdì sarà in libreria insieme al libro Ho il Cuore Nero, che raccoglie alcuni interessanti contributi, tra gli altri, di Antonio Pennacchi e Furio Colombo. “Dato che volevo raggiungere anche il pubblico più giovane – racconta Lazzaro – il film era in programmazione anche al cinema: stasera all’Anteo di Milano e, dal 4 aprile e per un paio di settimane, al Politecnico Fandango di Roma. Tutto questo è stato cancellato perchè è arrivata una diffida da parte dell’ufficio legale di Forza Nuova. Fiore chiede che non si dia corso alla proiezione, in quanto contenente immagini, affermazioni, scene, ricostruzioni gravemente diffamatorie del movimento Forza Nuova, attualmente impegnato nella campagna elettorale”. Nella diffida, riferisce ancora Lazzaro, si afferma che Forza Nuova “sta agendo nei confronti del produttore e del regista del filmato, civilmente e penalmente, per ottenere il risarcimento dei danni materiali e morali, ivi compresi quelli che potrebbero derivare dalla proiezioni in periodo elettorale” e che “non ottemperando alla presente diffida, sarete ritenuti responsabili delle lesioni arrecate”. “Al Politecnico Fandango mi hanno detto – aggiunge il regista – che non era stata solo la paura delle spese legali a orientare la decisione, ma anche la paura di spedizioni punitive, di danneggiamenti”. Certo, rivedersi su grande schermo, e risentirsi, può essere, a volte, traumatico… Nel filmato si parte, infatti, dal Campo d’Azione, il raduno annuale di Forza Nuova, che si è tenuto a Marta, in provincia di Viterbo, nel 2006 (con la partecipazione di Andrea Insabato, il nostro bombarolo nullatenente ma con le amicizie giuste, o Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna) e si raccontano, lasciadogli la parola e il palco, i gruppi hard rock dai nomi decisivi come Hobbit, Intolleranza Razziale, 270bis con dovizia di croci uncinate e antisemitismo.

Un assaggio

Scritto da: NatalieJane

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Roads


lunedì, 31 marzo 2008≈22:18 5 commenti

Categoria/e: Le Mie Isole

Non vi ammorberò con qualche frammento sgranato di video girato col mio fedele Nokia Raperonzolo al concerto di ieri sera. Dopo venerdì a vedere gli Editors ieri è stata la volta dei Portishead. Un concerto anomalo, a tratti freddo, a volte emozionante, ma sempre molto cupo, proprio come la band. Le bellissime immagini psichedeliche che si susseguivano sul maxi-schermo mi hanno ipnotizzata lentamente, portandomi in un labirinto di ricordi che avevano come filo conduttore l'immagine della strada.

Ho cominciato ad ascoltare i Portishead quando abitavo a Glasgow. Poichè vivevo risparmiando il singolo penny, tutti i giorni macinavo un sacco di strada a piedi per non prendere la metropolitana. E'stato allora che ho cominciato ad ascoltare musica fuori dalle pareti domestiche, con il lettore CD ficcato nella tasca del piumino, spesso a contatto con la stoffa umida. Per me la musica di Dummy è legata inestricabilmente all'odore del vento, del liscio asfalto bagnato delle vie del West End di Glasgow. Possiede quella stessa nota nostalgica e quello stesso senso dell'ineluttabile che ci pervade passeggiando per le vie di questa città, sorridente e gentile, ma che dietro le porte e le deliziose finestre tipiche nasconde spesso una quieta disperazione. La doppia anima della Scozia è evidente anche nelle sue strade, la M8 la circonda con le sue tre, ma più spesso quattro corsie, ma basta fare poche miglia ed ecco delle stradette in cui due macchine possono passare a malapena, una in un senso, una nell'altro.

Ho attraversato molte strade e molte miglia anche in Irlanda del Nord, nei miei solitari avanti e indietro tra Belfast e Newry. Gli arzigogolati percorsi del coach passavano piccoli paesi, infreddoliti dietro le finestre appannate nella luce del primo mattino. Con gli occhi insonnoliti fissavo la linea bianca a metà della carreggiata e pensavo come tutto fosse più facile a quelle latitudini e di come piano piano mi sentissi a casa in un'altra nazione che non avevo mai veramente scelto come seconda patria ma ormai cominciasse ad esserlo, con le sue idiosincrasie, il suo essere passionale sotto quella scorza fredda, le braccia lentigginose dei ragazzi così orgogliosamente esibite nude quando fuori nevica, le frangette liscissime incollate dalla pioggia alla fronte delle ragazze. A questo pensavo mentre la cantante dei Portishead contrapponeva la sua voce acuta ai bassi poderosi che facevano vibrare lo stomaco a noi tutti sotto il palco.

Portishead è un villaggetto vicino Bristol. La band viene da Bristol, ma uno dei componenti ha passato parecchio tempo a Portishead, che dicono sia una graziosa località marina. Ci sarebbe piaciuto passarci, ma già tanti chilometri e strade ci attendevano, attraverso il Devon e la Cornovaglia e quindi non l'abbiamo fatto. Comunque Bristol l'abbiamo girata bene, sia il centro pieno di vita e di giovani, sia le periferie così silenziose e pericolose, come quelle di Glasgow. Non stupisce che i Portishead vengano da lì, con il loro miscuglio di sperimentazione, cupezza e ritmi psichedelici. 

Scritto da: NatalieJane

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Una Strana Patologia


venerdì, 21 marzo 2008≈20:52 6 commenti

Categoria/e: Politicismi

 

Cvedo di esseve pavecchio d'accovdo con quest'uomo. Lo siete anche voi? Secondo voi c'è spevanza di guavive??

Giulio, il PdL predica il neoliberismo! Scusa se sono parole forti, ma temo che qualcuno non te l'abbia mai detto.

Scritto da: NatalieJane

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Moratoria Su Ferrara


mercoledì, 19 marzo 2008≈13:47 9 commenti

Categoria/e: Politicismi

Per fortuna ci sono le elezioni. Sì, per fortuna, perchè altrimenti il discorso sulla 194 avrebbe sollevato ancora più polvere e avremmo addirittura rischiato che davvero si mettesse mano alla legge.

I discorsi fatti da Ferrara e dalla chiesa non ingannano nessuno: si sta cercando di sollevare la questione dell'aborto, non ci si sta concentrando su come la legge 194 venga applicata. Ora. Chiunque abbia avuto a che fare anche solo con la pillola del giorno dopo sa benissimo in quanti medici obiettori si incappi e quanto sia in realtà più ostacolate e non certo incoraggiate a prendere la pillola del giorno dopo per non parlare dell'aborto. I vescovi hanno perso l'ennesima buona occasione per tacere.

Di Ferrara non varrebbe nemmeno la pena di parlare: la moratoria contro la pena di morte è stata presentata alla stampa come una vittoria italiana. Io la trovo più italiana che vittoria. L'idea stessa di moratoria è ridicola e, come nella migliore tradizione italica, profondamente ipocrita. Infatti nessuno dei paesi nei quali è in vigore la pena di morte ha fatto una piega e per di più a me risulta pure (vi prego di correggermi se sbaglio) che pure in Italia la pena di morte sia legale, non viene semplicemente applicata. Ad ogni modo, ciò che fa ridere del concetto di moratoria è la sua supposta rappresentatività: sarei proprio curiosa di fare un referendum sulla pena di morte in Italia. Secondo me una fetta rappresentativa degli italiani la vorrebbe applicata. E certo l'aborto non è qualcosa che gli italiani o meglio le italiane vorrebbero vedere messo al bando. Semplicemente il feto di meno di tre mesi non è considerato soggetto di diritto. Rassegnati Ferrara, fino a 18 anni gli italiani non hanno tutti i diritti, chi è nel grembo materno da meno di tre mesi non ha il diritto incondizionato di vivere. Così è deciso, l'udienza è tolta.

Ciò che dispiace è che di voci femminili in tutto questo se ne sono sentite proprio poche (o meglio, i media non hanno dato alle voci femminili la stessa risonanza che hanno invece garantito a quelle maschili). Tra tutte spicca al massimo la voce del ministro Turco, persona a mio personale parere preparata e seria, che però non ha saputo rispondere in modo adeguato alle provocazioni (penose d'accordo) di Ferrara &c.

Chi difende la 194 in Italia usa sempre la stessa arma: il declino del numero degli aborti che si è avuto come conseguenza dell'introduzione della legge. Certo, a nessuno fa piacere se il numero degli aborti sale, ma il punto è che il numero degli aborti è irrilevante. La legge non è stata introdotta per ridurre il numero degli aborti. La legge serve a garantire che in uno stato laico (dovrei purtroppo mettere questo aggettivo tra virgolette) sia l'individuo a poter scegliere nelle questioni etiche. Punto. Se sempre più donne dovessero decidere di ricorrere all'interruzione della gravidanza non per questo la 194 sarebbe una cattiva legge.

E poi basta etichettare le donne che abortiscono come poverine. Ci sono donne per cui l'aborto è una tragedia, donne per cui non lo è affatto. Ognuna è diversa. Ognuna è sola con le proprie decisioni e responsabilità. La 194 le tutela tutte.

Peccato che nessuno abbia parlato di preservativi. Chissà, forse non sono rilevanti.

Scritto da: NatalieJane

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We feel cold but we don't mind, because we will not come to harm. And if we wrapped up against the cold we wouldn't feel the other things, like the bright tinkle of the stars, or the music of the Aurora, or best of all the silky feeling of Moonlight on our skin. ("Northern Lights", Philip Pullnam)


Le mie parole sono sassi/precisi aguzzi pronti da scagliare/ su facce vulnerabili e indifese/sono nuvole sospese/ gonfie di sottointesi/che accendono negli occhi/infinite attese/sono gocce preziose/indimenticate/a lungo spasimate poi centellinate/sono frecce infuocate/che il vento la fortuna/sanno indirizzare/sono lampi dentro un pozzo/cupo e abbandonato/un viso sordo e muto/che l'amore ha illuminato ("Le mie parole" Samuele Bersani)